Pubblicata questa settimana nella rivista dell’Accademia america delle scienze (PNAS), questa scoperta «modifica radicalmente quanto noto della fluorescenza nell’ambiente terrestre». Essa permetterà di trovare nuovi componenti fluorescenti che possono avere applicazioni scientifiche e tecnologiche come sottolinea il ricercatore argentino Julian Faivovich.
I ricercatori si erano chiesti se la fluorescenza potesse essere legata alla cattività prima di osservare il fenomeno anche in natura.
“La fluorescenza negli animali è frequente in alcune specie acquatiche e in certi insetti, ma non era mai stata riscontrata negli anfibi” afferma Maria Logorio specialista in fluorescenza.